Femmine e muse dannunziane. Hardouin

Centro Nazionale Studi Dannunziani

Gabriele d'Annunzio, entrato a palazzo Hardouin di Gallese su invito del duca per coadiuvare negli studi il figlio, liceale in difficoltà, si innamora della giovane figlia, Maria.
Compiuto "il peccato di maggio", dal quale nasce il 13 gennaio 1884 il loro primogenito Mario, i due giovani vivono, dopo le nozze riparatrici, alla Villa del Fuoco, in Abruzzo, non potendo sostenere le spese di un menage romano. Maria è la musa e il soggetto delle eleganze dell'Isotteo e di qualche lirica della Chimera. Tracce della sua figura fisica e spirituale si riscontrano nel Piacere e nell'Innocente.
A lei, che oltre a Mario gli dà altri due figli (Gabriellino e Veniero), nonostante la separazione di fatto, a partire dall'agosto 1891, rimane sempre affettuosamente legato. E' sua moglie per tutta la vita. Spesso i due coniugi si incontrano, negli anni del Vittoriale, a Villa Mirabella, l'abitazione a lei destinata, poco discosta dalla "Prioria".
Qui Maria muore nel 1954, 16 anni dopo il poeta.